36) Darwin. Da dove viene l'uomo?.
La questione sull'origine dell'uomo  cos posta da Charles
Darwin: L'uomo  un discendente modificato di qualche forma
preesistente? e la sua risposta  affermativa. Poi la sua
attenzione si sofferma sulle scimmie antropomorfe.
Ch Darwin, L'origine dell'uomo, Parte Prima, Capitolo I (vedi
manuale pagine 100-101).

Chi desidera riconoscere se l'uomo sia un discendente modificato
di qualche forma preesistente, dovr probabilmente ricercare
dapprima se l'uomo varii, anche in legger grado, nella struttura
del corpo e nella facolt della mente; e quando ci sia, deve
ricercare se queste variazioni si trasmettano alla progenie,
secondo le leggi che governano gli animali all'uomo inferiori, e
secondo la legge della trasmissione dei caratteri alla stessa et
od al sesso. E poi, queste variazioni sono esse, per quanto la
nostra ignoranza ci permette di giudicare, l'effetto delle stesse
cause generali, e sono esse governate dalle stesse leggi generali
come negli altri organismi; per esempio, dalla correlazione, dagli
effetti dipendenti, dall'esercizio o dal difetto di questo,
eccetera? E' forse l'uomo soggetto agli stessi vizi di
conformazione, risultanti da un arresto di sviluppo, o da un
raddoppiamento di parti, eccetera, e dimostra egli in ognuna di
queste anomalie un ritorno ad un qualche primiero antico tipo di
struttura? Si pu naturalmente ricercare anche, se l'uomo, alla
maniera di tanti altri animali, abbia dato origine a variet e
sotto-razze, appena leggermente diversificanti l'una dall'altra,
oppure a razze abbastanza diverse per poter essere considerate
siccome specie dubbiose: in qual modo queste razze siano
distribuite sulla terra ed in qual modo quando si sono incrociate,
abbiano esse agito l'una sull'altra, tanto nelle prime come nelle
susseguenti generazioni. E cos per molti altri argomenti.
Lo studioso verr quindi a questo importante quesito, se l'uomo
tenda a moltiplicarsi cos rapidamente che ne debbano nascere
gravi lotte per la vita, in conseguenza delle quali i mutamenti
benefici tanto nel corpo quanto nella mente sarebbero conservati e
quelli notevoli sarebbero eliminati. Le specie e le razze umane
(si pu adoperare l'uno o l'altro vocabolo) si invaderanno desse e
si sostituiranno l'una all'altra per modo che alla perfine alcune
si vengano ad estinguere? Noi vedremo che tutte queste questioni,
siccome per alcune di esse la cosa  evidentissima, si possono
risolvere affermativamente come pei sottostanti animali.
[...].
L'intero processo di quella importantissima funzione che  la
riproduzione della specie,  evidentemente lo stesso in tutti i
mammiferi, dal primo corteggiamento del maschio al nascimento ed
all'allevamento del piccolo. Le scimmie nascono quasi nella stessa
condizione d'impotenza. dei nostri bambini; ed in alcuni generi i
piccoli differiscono tanto nel loro aspetto dagli adulti quanto i
nostri bambini dai loro genitori. Alcuni scrittori hanno
insistito, siccome sopra una distinzione importante, su ci, che
nell'uomo i piccoli non acquistano il loro pieno sviluppo se non
che in un'et molto pi inoltrata che non in qualsiasi altro
animale: ma se noi poniam mente a quelle razze umane che vivono
nelle regioni tropicali, la differenza non riesce pi grande,
perch l'urango, secondoch si crede, non diventa adulto fino
all'et di dieci o quindici anni. L'uomo differisce dalla donna in
mole, vigore corporeo, pelosit, eccetera, come pure nella mente,
nella stessa maniera in cui la cosa segue fra i due sessi in molti
mammiferi. Insomma,  appena possibile dire troppo intorno alla
piena corrispondenza nella struttura generale nella minuta
struttura dei tessuti, nella composizione chimica e nella
costituzione, fra l'uomo e gli animali pi elevati, specialmente
le scimmie antropomorfe.
C. Darwin, L'origine dell'uomo, a cura di M. Lessona, Barion,
Sesto San Giovanni-Milano, 1926, pagine 11-12 e 14.
